
Un nuovo allenatore si è aggiunto alla famiglia Edelweiss Albino, da quest'anno Niccolò Bandirali si occuperà dell'Under 13 e collaborerà con gli altri allenatori del giovanile Alessandro Padova e Dedo Villa per la crescita del settore giovanile dell'Edelweiss.
E' recente inoltre, il conseguimento da parte di Niccolò del corso di istruttore minibasket nazionale, ma per conoscere meglio il nuovo allenatore gli abbiamo posto qualche domanda.
Sei il nuovo allenatore under 13, come vedi la stagione della tua categoria?
La stagione sportiva sarà sicuramente molto intensa ed impegnativa, non solo perché affronteremo un campionato nel quale giocheremo con tante ragazze sotto età ma soprattutto perché hanno appena effettuato il passaggio dal minibasket al basket, un passaggio molto importante per vari motivi: tante regole cambiano, la dimensione della palla aumenta in maniera importante ed infine le ragazze avranno finalmente l’occasione di confrontarsi con squadre totalmente femminili e non più miste o addirittura maschili. Nonostante ciò il gruppo, anche grazie all’ottimo lavoro svolto da coach Alessandro Padova, è già di partenza molto buono e toccherà a me e allo staff riuscire a tirare fuori il meglio dalle nostre giocatrici. Le squadre avversarie sono storicamente molto competitive e preparate ma sono sicuro che riusciremo a fare un buon campionato, certamente ricco di emozioni e di soddisfazioni.
So che hai superato da poco esame per diventare allenatore FIP, ci racconti questa esperienza?
Sabato 6 Settembre ho concluso il mio secondo ed ultimo anno del corso istruttore minibasket nazionale a Roseto degli Abruzzi. Sono stati due anni di corso molto intensi e dispendiosi da un punto di vista sia economico, sia di energie ma ne è valsa assolutamente la pena. Tendenzialmente alla mattina c’erano lezioni teoriche ed il pomeriggio lezioni pratiche/tirocini (o a volte, come nel secondo anno, le lezioni teoriche e pratiche si alternavano). Ciò che rimane sono sicuramente le nozioni e i consigli dati dallo staff nazionale, che custodirò con cura e con orgoglio, oltre che la condivisione di idee e pareri assieme ad altri 16 istruttori arrivati da tutte le regioni d’Italia.
Prima di fare l'allenatore giocavi a basket, ci riassumi brevemente la tua carriera di giocatore ed allenatore?
Ho iniziato ad allenare da pochi anni, ma prima di allora ho sempre giocato a pallacanestro. Ho iniziato la mia “carriera” all’Aurora Pallacanestro Trescore, per poi proseguire agli Argonauti di San Paolo d’Argon e concludere con una fantastica esperienza alla Torre Basket (proprio con coach Alberto Allanda, nuovo allenatore della prima squadra Edelweiss). Purtroppo con il covid, così come è capitato ad altre persone, mi sono dovuto fermare e da lì non ho più ripreso a giocare.
Cosa ti ha spinto ad intraprendere la carriera di allenatore?
Proprio il covid mi ha permesso di capire il motivo per cui avrei voluto allenare. Il mondo della pallacanestro è stato sempre troppo importante nella mia vita e lasciarlo da un momento all’altro, sopratutto per una causa di forza maggiore come una pandemia mondiale, non era nei miei piani. Da giocatore ho sempre pensato e ripensato alle partite giocate e mi sono sempre immaginato nel fare scelte diverse da quelle prese poi in campo; questa voglia di “gestire” le partite e i giocatori (allora compagni di squadra) al meglio possibile mi ha spinto ad iscrivermi, anche grazie ad esperienze in camp multisportivi che mi hanno permesso di poter sperimentare le mie competenze e al contributo di importanti istruttori ed allenatori che mi hanno inserito in questo fantastico mondo, al corso istruttore regionale. Da li è iniziato tutto.
