
Marco Giacinti, dopo qualche anno è tornato a lavorare con l'Edelweiss Albino, come preparatore atletico delle categorie Under 13 e 15.
Le sue metodologie di preparazione stanno già dando i frutti sperati. Per capire di più il suo lavoro all'interno della società, lo abbiamo intervistato.
Come è nata la collaborazione con l’Under 15 e con l’Edelweiss Albino?
E’ una collaborazione che è nata moltissimi anni fa ormai, dopo alcune esperienze nel maschile, mi
sono approcciato alla pallacanestro femminile nel lontano 2015/16 vincendo il campionato
regionale Under 16 con le ragazze Edelweiss.
Poi le strade si sono divise, ho fatto nuove esperienze ed avventure in varie prime squadre maschili
(tra cui Seriana Basket, Cologno al Serio, Bottanuco e Torre Boldone) con anche risultati
importanti, come la vittoria del campionato C Silver con la Seriana e la promozione in C Gold.
L’anno scorso le strade si sono nuovamente riunite, tornando ad Albino, chiamato dal coach e
amico Dedo Villa, che mi ha sempre fortemente voluto in tutte le sue squadre, per aiutare a far
ripartire il settore giovanile di Albino.
La società Edelweiss ha risposto in modo positivo al mio ritorno, per evidenziare l’importanza
anche del lavoro fisico, soprattutto in un settore giovanile femminile.
In Edelweiss quest’anno seguo tutto il settore giovanile, lavorando settimanalmente con i gruppi
Esordienti, Under 13 e Under 15, con diversi obiettivi per ogni gruppo, lavorando a stretto contatto
con i capi allenatori dei vari gruppi, per riuscire ad aiutare le ragazzine a prepararsi al meglio per
entrare in campo e per la loro crescita sportiva. È chiaro che il mio lavoro è un lavoro a lungo
termine, con il quale non bisogna avere fretta.
Hai già fatto il preparatore atletico per la Seriana Basket, per l’Atletica, ecc. ma in generale
quali sono le tue competenze ed i settori di specializzazione?
Sono laureato in Scienze Motorie, sono un Allenatore nazionale di Atletica Leggera ed un
Preparatore fisico nazionale della Federazione Italiana Pallacanestro.
Arrivo dall’esperienza di atleta (velocista) in Atletica Leggera, ma ho dovuto chiaramente studiare
ed approfondire gli argomenti legati alla preparazione fisica nella pallacanestro, che sono
naturalmente sport/specifici.
Sappiamo che durante le vacanze di Natale, tu e Dedo avete lavorato anche dal punto di vista
fisico con le ragazze Under 15, ci puoi spiegare il percorso che avete eseguito? E come stanno dal
punto di vista atletico le ragazze oggi?
Riuscire a dare continuità al lavoro fisico, tecnico e tattico anche durante le vacanze, soprattutto
quelle di Natale, sicuramente da e ha dato sempre un plus in più a qualsiasi squadra.
A maggior ragione ad un gruppo Under 15 che ha bisogno della continuità del lavoro, per non
perdere l’attività fatta fino ad ora. Durante le vacanze siamo riusciti a lavorare su carichi di forza e lavori metabolici che hanno dato e stanno dando sicuramente i frutti in campo. Ma più di ogni altra cosa si lavora anche sulla cultura del lavoro, che è sempre una caratteristica rara nei giovani di oggi.
Importante per me è far capire che qualsiasi risultato ottenuto è frutto di un duro lavoro e i
successi sportivi, personali e professionali sono gli effetti della fatica, del sudore che si mettono in
gioco.
Come si possono adattare le discipline dell’atletica leggera applicabili in spazi come palestre
scolastiche e nello specifico per il basket?
Il mio lavoro di preparazione fisica nella pallacanestro deriva soprattutto dallo studio e dalla
esperienza specifica effettuata sul campo di questo sport di squadra, e anche il corso nazionale FIP
mi ha dato sicuramente tanto in merito. Il mio lavoro è stato da sempre caratterizzato da esercizi specifici in campo, esercizi di forza specifica e sedute mirate a migliorare gli aspetti del gioco della pallacanestro, senza trasportare nulla o poco nulla dal mio sport individuale di provenienza.
La mia esperienza personale sportiva da atleta mi aiuta invece a trasmettere, come detto anche in
precedenza, la cultura del lavoro e impegno quotidiano.
Quali sono le principali differenze tra la preparazione di prime squadre e le squadre giovanili?
Lavorare settimanalmente in un settore giovanile in modo serio, programmato e sensato ti da la
possibilità di vedere la crescita dei giocatori/giocatrici a medio lungo termine e quindi si ha
l’opportunità di avere più soddisfazioni dal punto di vista fisico e tecnico, vedendo meglio i frutti
del mio lavoro, senza dare troppa importanza ai risultati nel campionato di partecipazione.
In una prima squadra chiaramente il mio lavoro è più improntato a far arrivare il roster
competitivo agli impegni di campionato, cercando di stabilizzare lo stato di forma dei giocatori ed
evitando i down fisici della squadra.
Sicuramente una mia caratteristica è quella di voler far parte a tutti gli effetti dello staff tecnico
che lavora con i giocatori durante la settimana, che sia di un settore giovanile o di una prima
squadra. Per me l’importante è sentirmi parte dello staff che segue la squadra, senza ricoprire un
“buco” settimanale e fare una parte fisica fine a se stessa, per poi rivedersi la settimana successiva.
A me piace, ed è sempre piaciuto, vivere la squadra a 360 gradi dal lunedì alla domenica.
Su cosa si può ancora lavorare per migliorare ulteriormente le ragazze dal punto di vista
atletico, affinché migliorino ulteriormente anche le prestazioni individuali e di squadra?
Con i gruppi Esordienti e Under 13 sto lavorando, seguendo le direttive dei coach Alessandro e
Niccolò, su aspetti più coordinativi specifici; con loro l’obiettivo è chiaramente ambizioso poiché in
entrambi i gruppi ci sono delle qualità importanti.
Con il gruppo Under 15 di Dedo si continua a lavorare su vari aspetti con forza, velocità e rapidità
specifica, abbinando anche lavori metabolici, per continuare il lavoro iniziato l’anno scorso e i
risultati si stanno vedendo in maniera macroscopica.
In tutte le squadre del settore giovanile Edelweiss per me l’importante che si continui cosi.
Avere un preparatore che lavora settimanalmente con una programmazione a lungo termine è
importantissimo, anzi secondo me fondamentale, per la crescita di giocatori e giocatrici di
pallacanestro. Prima di essere giocatrici devono essere delle atlete con un livello fisico e
coordinativo all’altezza per intraprendere un percorso cestistico.

